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Berlino - Impressioni

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Berlino ....... Impressioni, deduzioni e non altro ......... di Casimiro Scavino ........ Fotografie: Hannelore Fobo

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Berlino ai primi giorni di guigno 2004.

Impressioni, deduzioni e non altro.
Ai compagni di viaggio

Riassumo, leggo e scrivo

orologio mondiale - Alexanderplatz

orologio mondiale - Alexanderplatz

Berlino è in alto nella carta geografica, ma da Bergamo, per raggiungerla sono bastati un' ora e dieci minuti di volo.

All'arrivo un'aria più fresca che fredda, come da noi in primavera. Il primo impatto, ovunque, è dato dal clima. Quello successivo, piacevole, riguarda la cena all'ultimo piano del "K Damm 101" - il nostro albergo - servita da un personale di giovani camerieri, tutto in grigio scuro, affabili e servizievoli. Dal terrazzo che circonda la sala ristorante, si può ammirare la sottostante città. Niente macchine in sosta vietata o in doppia e terza fila. Strade ampie, così pure i marciapiedi. I passanti sembrano rari. Percepibili a distanza l'emblema della Mercedes e i resti del campanile della Gedaechtniskirche, nome quest'ultimo impossibile da ricordare, scrivere e pronunziare.

galleria d'arte
galleria d'arte

Si dice: "Vedi Napoli e poi muori"; "Roma caput mundi"; "Parigi val bene una messa", e per Berlino?; niente! D'aforismi se ne potrebbero coniare infiniti. Ci proviamo con uno? Importante è che esso sia intriso di germanica cadenza.

Leggo: a Milano, nell'aggregato urbano, non si possono esporre, alla visita del pubblico da finestre balconi e terrazze, abiti, biancheria, effetti letterecci e simili. La predetta ordinanza, a Berlino, offenderebbe anche il più dimesso e trasandato cittadino. Per sapere cosa fanno i tedeschi a casa propria e curiosare sulle abitudini quotidiane occorrerebbe far loro visita. Essi, infatti, non lasciano effeti esterni indicatori del loro modo di vivere.

cupola del Reichsta
cupola del Reichstag

Come un emblema dell'ordine costituito della Germania, a Berlino vi è il Reichstag, nuova sede del Parlamento. La visita è d‘obbligo. Nell'imperiosa architettura esterna, restituita dopo incendi e devastazioni all'originario disegno, è inserita, al suo culmine, una volta in cristalli trasparenti tangente, al suo interno, ad una doppia elica di passerelle pedonali, per salire e per scendere, come nei musei vaticani a Roma. La vista sulla città, a 360 gradi, è unica.

Che cosa dire del "muro" che nel dopoguerra ha diviso Berlino, la Germania e i suoi abitanti, per lunghissimi anni? È impossibile, oggi, immaginare e rivivere la tragicità e l'umiliazione sofferte alla presenza di quello che per decenni fu un invalicabile mortificante sbarramento. Questo tragico manufatto appare oggi, per tratti non ancora rimossi, come una cartolina pieghevole ad uso e piacimento di passanti e turisti. Le visite e le foto di gruppo non si contano. Manualetti esplicativi nelle varie lingue sono offerti per pochi euro. La sua storia è lungi da un desiderato oblio.

insegna luminosa della Germania Est
insegna luminosa
della Germania Est

Leggo: Il Muro è crollato da quasi 15 anni, ma i suoi effeti si sentono ancora. Da uno studio pubblicato si evidenza che i tedeschi dell'Est (ossis) considerano quelli del'Ovest (wessis): arroganti, avidi di denaro e superficiali. Questi utimi considerano i primi: sempre scontenti, malfidati e sfaticati. Tutto questo per chi è a Berlino per diporto, come me, non appare, anzi! Nessun segno d'antagonismo tra i cittadini e, tanto meno, di rovine belliche, ma quartieri realizzati con cura e dovizia di mezzi e materiali. La ricostruzione ha trasformato profondamente il volto della città e annullato per sempre le immagini catastrofiche post evento bellico.

Fernsehturm di Berlino torre della televisione

La sensazione, la mia almeno, è quella di un grande progetto, realizzato col riordino urbanistico e edilizio, con le piazze e i viali a misura di grande metropoli. Indicatori di diffuso benessere sono poi le facciate degli edifici, i negozi lussuosi dalle vetrine incantevoli, le animazioni notturne consumate all'insegna del buon umore e della certezza che nulla e nessuno può arrecare disturbo.

Leggo che nelle sale del Borchardt di Berlino, a due passi dalla Porta di Brandeburgo, restituito dopo le bombe della seconda guerra mondiale all'originario splendore, può capitare di imbattersi in grossi personaggi della politica e del cinema. Al Borchardt viene offerta la classica Wiener Schnitzel, che altro non è che la famosa cotoletta la cui primogenitura si contendono Milano e Vienna. Mangiarla a Berlino è come pretendere un piatto di spaghetti al dente a Bolzano. Tutti ricordono che il famoso Borchardt è stato "sfiorato" per raggiungere a piedi la Porta di Brandenburgo, dopo la visita al Reichstag.

Fernsehturm di Berlino
torre della televisione

stazione metropolitana Alexanderplatz
stazione metropolitana
Alexanderplatz

L'insieme monumentale della vecchia e della nuova Gedaechtniskirche, alla doppia confluenza tra Hardenbergstrasse Budapester Strasse e Kurfuerstendamm, è tra quelli di maggiore richiamo perché simbolo, insieme, della distruzione e della rinascita post bellica della città di Berlino e per le infinite illustrazioni, diffuse sin dall'epoca del suo parziale recupero, in uno con l'accostamento, in direzione del fronte principale e di quello oposto, di una nuova chiesa e di un nuovo campanile realizzati nel periodo 1959-61. L'accostamento privilegia l'architettura neoromanica dei resti della vecchia Chiesa ed è stata modello per la ricostruzione della città che ha recuperato, incastonandole nella nuova urbanistica, le testimonianze più vive e varie del suo passato, compresi informi edifici residenziali delle classe operaie.

Kulturforum - forum di cultura Gemäldegalerie - pinacoteca
Kulturforum - forum di cultura
Gemäldegalerie - pinacoteca

Non lontano del predetto insieme architettonico la curiosità impone una visita al KaDeWe, grandioso centro commerciale multipiano, all'ultimo dei quali ogni desiderio gastronomico può essere soddisfatto dalle varietà "internazionale" delle più squisite delizie esposte con accattivante presentazione: visti, ma non mangiati, fumanti rigatoni al ragù di casa nostra.

Sabato 5 giugno 2004 parte del gruppo raggiunge il Duomo di Berlino per assistere ad un concerto d'organo e tromba della durata di un'ora. Ordine, silenzio e meditato ascolto hanno pervaso l'esaurito parterre. La Germania ha dato natali a illustri musicisti. Nelle musiche dei loro immortali spartiti sento la ribellione dell'uomo, le paure dell'animo e del vivere, il riscatto verso nuovi orizzonti. Vedo tenebre avvolgenti scaturite da opprimenti montagne, dissolversi e tramutarsi in gioiosi arcobaleni.

Ometto di citare visite ai grandi musei. Queste richiedono predispozisione d'animo e tempi lunghi che non è facile avere a causa degli orari piuttosto contratti delle preordinate scalette del tour.

facciata Art Deco Hackesche Höfe
facciata Art Deco
Hackesche Höfe

Leggo che, per semplificare l'apprendimento e lo studio del tedesco, lingua tra le più difficili, complesse, ma anche affascinante tre quelle europee, è in atto, dal 1998, una riforma ortografica, curata da burocrati e ministri regionali, con periodo di prova il cui termine è stato fissato al 31 luglio 2005. L'innovazione è dibattuta e contestata. Una contestazione riguarda quella di poter tornare a scrivere le parole straniere nell'ortografia originale e non germanizzata voluta dalla riforma, come "spaghetti" e non "spagetti", eliminando la "h". Altrimenti "ghigliottina", tenebroso strumento di tortura, diventa, per gli italiani, "gigliottina", una bimboccia vivace e in buona salute; "chicchirichì", universale canto del gallo, diventa "ciccirici", vezzosa parolina senza senso, che due amanti possono scambiarsi dopo le amorose scorrerie di un estenuante convivio.

E per finire, mi è gradito citare quelle persone, tedesche, che per un motivo od altro mi legano al ricordo di questa piacevole escursione in terra di Germania.

caffè con terrazza
caffè con terrazza

Hannelore, l'incantevole guida del gruppo, era pronta ed esauriente ad ogni domanda, padrona della lingua italiana e della coniugazione dei suoi verbi più difficili e infrequenti e dotata, a tavola, di una perfetta geometrica gestualità nell'imboccare senza oscilazioni e tentennamenti l'impugnata posata ripiena di cibo, in precedenza sezionato senza bisticci tra posate e piatto. Non so dire come abbia mangiato lo stinco, ma non ho dubbi: con inusitata classe. Mi è doveroso precisare che le dame del gruppo e i loro accompagnatori, non erano da meno. E' che c'è un pò di folclore latino nel nostro stare a tavola. Al galateo anteponiamo la sostanza.

Il trombettista del concerto al Duomo: per ogni partitura uno strumento a fiato diverso. Volta per volta con una sola canna, teneva a "bada" le 7.000 dell'organo. Bravissimo. Meritatissimi gli applausi finali.

cortile interno
cortile interno

Alcuni commessi di vari negozi, contattati a gesti e di riscontro disponibili solo nell'incomprensibile lingua che padroneggiano senza pause: interloquire con loro era come salire sul ring ed essere stesi a terra dall'avversario, senza avere il tempo di "studiarlo".

I due timonieri del battello usato per navigare lo Sprea: avevano sempre la sigaretta tre le dita, quasi fosse necessario per mandare avanti il natante.

Donne d'ogni età, per le strade, nei negozi, nei caffè all'aperto, sui mezzi di trasporto, erano portatrici d'antico riconosciuto germanico splendore: valchirie inossidabili dalla inafferrabile prorompente sensualtità: non tutte.

Oranienburger Strasse scena artisitca multiculturale
Oranienburger Strasse
scena artistica multiculturale

Infine, quel signore un po' dimesso dichiaratosi italiano - lo era - incontrato su di un autobus di linea il quale, alla richiesta di conferma del clima rigido invernale della città di Berlino, risponde: "una volta, adesso è tutto cambiato", proferito per compiacere il suo connazionale interlocutore e nel contempo per gratificare d'istinto, la città che lo ospita, gli dà lavoro e lo fa vivere.

Le presenti note altro non sono che impressioni e considerazioni personali, tratte dal viaggio a Berlino del passato giugno. Possono benissimo non essere condivise. Il piacere all'inizio, almeno per me, sta nello scriverle, perché dà l'incantevole gratuita sensazione di tornare sul posto. Per chi mi legge, grazie dell'attenzione.

Spero di vederti ancora, Berlino, dalle piste ciclabili color mattone.

Vostro Casimiro

© Casimiro Scavino , 2004
Fotografie di Berlino:
© Hannelore Fobo 1998



 



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